Che cosa non dirò

Non vi dirò chi sono, qual è la mia età, che cosa faccio per vivere, quali libri leggo o quali canzoni preferibilmente ascolto. Almeno per ora non voglio fare ulteriori concessioni al narcisismo che pubblicare su Internet, in un modo o nell’altro, sottintende. Per il momento vorrei essere solo parola, frammentaria e dinscarnata come si conviene al cyberspazio. Questo non significa che mi abbandonerò al facile filosofeggiare sul mondo e sulla vita e sui sentimenti e sulle paranoie e sulle illusioni e sulle angosce e sulle fragili gioie dei tanti aspiranti poeti e filosofi dilettanti ed esistenzialisti in ritardo intrappolati nelle maglie della Rete. A me piacciono la concretezza dell’ esistenza vissuta, la precisione della filologia, il rigore dei linguaggi, la correttezza del ragionamento, l’onestà delle premesse intellettuali. A me non piacciono la cialtroneria, l’improvvisazione, la faciloneria, il pregiudizio spacciato come verità. E soprattutto non mi piace il parlarsi addosso e lo sbrodolamento pseudointellettuale: due atteggiamenti che, ahimè, Internet disgraziatamente favorisce, proprio per la facilità di pubblicazione e l’illusione di un’effimera e ambigua notorietà. Al contrario, nel chiacchiericcio virtuale l’identità nuovamente si perde in un turbinio di informazioni perfettamente inutili che non interessano a nessuno (o magari interesserebbero al tuo vicino di casa, o a chi siede accanto a te sull’ autobus, o al compagno di banco, o al vicino di scrivania… ma sei troppo occupato a smagarti sul Net e a spippolare sulla tastiera per accorgerti di chi ti sta accanto in carne ed ossa).

Eppure, Internet … che formidabile strumento comunicativo… Che inesauribile serbatoio di informazioni… Che eccitante territorio di sperimentazione e contaminazione espressiva …Riflesso del mondo reale, e quindi terreno di battaglia e di conquista per chi ne vorrebbe spegnere le pericolose potenzialità liberatrici e demistificatrici, per chi lo vorrebbe trasformare in uno squallido sexi – shop formato globale o in un bazar di merci e desideri non naturali e non necessari sottomesso alla logica della persuasione occulta e della manipolazione di massa…

Ecco perchè l’ho scelto come terreno per i miei esperimenti di ibridazione, contaminazione, combinazione. Strumento di viaggio, eserciziario di confronti e di sfide intellettive, scrigno di notizie, rete gettata non sul vuoto solipsistico di cybernauti frustrati ma sulla complessità inesauribile della realtà, aggancio fra la mia disordinata babelica biblioteca (alzo gli occhi e la vedo, come sempre polverosa e caotica) e le biblioteche, di carta e non solo, del resto del mondo.

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  1. Pingback: Riprendiamo il discorso | contaminazioni

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