Una motosega per Brandon Sclero a Piombino

E vai. E’ andata. Cosa io pensi di queste occasioni che dalla Rete approdano alla vita reale è noto: l’ho dichiarato solo pochi giorni fa, su questo blog e altrove.

Ora, per scrivere questo post di resoconto, avevo pensato di riportare una delle poesie lette da Guido, oppure un passo delle narrazioni di Mauro. Ma siamo sicuri che renderei giustizia ai due autori? Mah, forse no. Da sempre sono convinta che la parola detta, esibita, recitata, giocata a diretto contatto con il pubblico abbia comunque un’efficacia tutta particolare. E questo pomeriggio mi ha ulteriormente confermato nella mia idea. E’ strano davvero. Questo evento è nato  dalla Rete, da quel mondo virtuale che rappresenta il cuore pulsante di questo primo decennio di XXI secolo (wow, come sono aulica!) ma poi si è trasformato in una cosa antichissima eppure insostituibile: non solo un momento di teatro (va da sé) ma un incontro diretto fra chi scrive e chi legge, per una volta trasformato in complice diretto degli equilibrismi verbali di Guido e Mauro, in bilico fra ironia, un pizzico di rimpianto, una spruzzata di malinconia, sorrisi e memorie. Non c’è stato bisogno di effetti speciali, musica, giochi di luce, cambi di scena, complesse operazioni di regia: due leggii, due microfoni, qualche foglio e la parola che creava mondi, situazioni, scene, personaggi, evocando amori, ricordi, strade, piazze, treni, viaggi, stelle, canzoni. Accidenti, è stato bello.

Insomma, se Mauro e Guido capiteranno anche dalle vostre parti nel loro tour, andate a trovarli. Perchè vi divertirete, riderete e magari penserete anche un po’, al nostro presente e al nostro recente passato.

Aggiungo un’ultima nota, del tutto personale: visto che io sono una blogger non così presenzialista e i vari barcamp, litcamp e quant’altro me li perdo tutti perchè abito troppo in periferia, è stato davvero straordinario non solo conoscere di persona Guido e Mauro, ma anche avere fra il pubblico Antonio Sofi (Webgol), arrivato appositamente da Firenze (è lui che ha scattato la foto che segue). E così eravamo quattro blogger impenitenti in compagnia: insomma, ho avuto anche il mio mini litcamp personale al Castello di Piombino.

(via, il link a una poesia di Guido lo posto lo stesso, per chi non c’era)

Un pensiero su “Una motosega per Brandon Sclero a Piombino

  1. Pingback: Per Mauro | contaminazioni

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