Questione di bilancio

(Vi avverto: questo è un post noioso ma esprime una perplessità sincera. Spero che qualcuno mi illumini)

A proposito di scuola, una delle affermazioni più frequentemente ripetute, da destra e da manca, è questa: il 97% del bilancio di spesa per l'istruzione va in stipendi per il personale, solo il 3 %, un misero 3%,  per il resto. Da qui tutte le elucubrazioni successive sulla pletora di insegnanti inutili, la meritocrazia tradita, gli edifici fatiscenti, le strutture insufficienti.  Ma da tempo ho qualche dubbio su questa interpretazione e ho bisogno di un chiarimento, se qualcuno più preparato di me può darmelo, perché davvero non capisco.

Mi spiego. 

Nel rapporto Eurydice sulle condizioni dell'istruzione in Italia, redatto a cura della Commissione Europea e liberamente scaricabile, leggo conferma di quanto già sapevo, ovvero: 

L'art. 21, 5° comma della legge 15 marzo 1997, n. 59 stabilisce che la dotazione finanziaria delle istituzioni 

scolastiche è costituita dall'assegnazione da parte dello Stato di fondi per il funzionamento amministrativo e 

didattico (che si suddivide in assegnazione ordinaria e assegnazione perequativa). Però tale dotazione è 

attribuita senza vincolo di destinazione se non quello della utilizzazione prioritaria per lo svolgimento 

dell'attività di istruzione, di formazione e di orientamento proprie di ciascuna tipologia e indirizzo di scuola.  

Contributi possono anche venire dalle Regioni, dagli Enti locali, da altri enti e privati per l'attuazione di 

progetti promossi e finanziati con risorse a destinazione specifica, mentre per le donazioni ed eredità sono 

state soppresse le autorizzazioni ad accettarle.  

Lo Stato provvede direttamente per il finanziamento amministrativo e didattico della scuola, le Regioni 

provvedono direttamente ma più spesso per delega alla fornitura di servizi e assistenza in favore degli alunni 

(mense, trasporti, libri di testo nella scuola primaria, sussidi ai meno abbienti, assistenza sociosanitaria); le 

Province e i Comuni possono fornire assistenza e servizi su delega delle Regioni e per competenza propria 

erogano alle scuole il riscaldamento, l'illuminazione e il telefono, curano la costruzione e la manutenzione 

degli edifici scolastici. 

Allora, se capisco bene: finanziamento amministrativo e didattico competenza dello Stato, servizi e assistenza competenza delle Regioni, edilizia scolastica e annessi in capo a Province e Comuni. E' così? e quando si parla di bilancio complessivo dell'istruzione, si parla di  tutto o solo di quanto attiene al MIUR? Perché,  se vale la seconda ipotesi, ovvero se il compito dello Stato è essenzialmente quello di pagare il personale, mi sembra difficile che si possa abbassare la famigerata percentuale del 97%, anche ammazzando metà dei docenti in circolazione. E se tutto il resto riguarda gli Enti Locali, è ovvio che il taglio che questi ultimi hanno subito influisca pesantemente sulla qualità complessiva del sistema: ma il numero dei docenti (peraltro sottopagati) non c'entra nulla o poco. Mi sembrava di aver letto un'osservazione di questo genere sul sito della Voce.info, in un commento a un post del 2008 e, sebbene i dati lì riportati si riferiscano all'indagine OCSE pubblicata in quell'anno, mi pare che le cose non siano oggi significativamente diverse.

Ecco il commento e il link: 

Qualche cifra sulla scuola:
Spesa per l'istruzione/spesa pubblica: 8.8% nel 2007 era 10.3 nel 1990. Numero docenti: Italia un docente ogni 11 alunni, media OCSE 13.3 (Education at glance, 2007, OCSE) dov'è il 40% in più di cui si parla nell'articolo? Il MPI spende il 97% per il personale, è vero. Se però nel budget destinato al MPI si includono anche le spese per l'istruzione delle regioni, dei comuni e di altri soggetti istituzionali, l'incidenza dei costi di personale scende all'81%. (OCSE Education at glance, 2007). Qualche dato: Francia 81%, Germania 85%, Gran Bretagna 70%, media OCSE: 80% Orario di lavoro dei docenti in ore/anno (Fonte: Eurydice – The information network on education in Europe, Questioni chiave dell'istruzione in Europa, Vol. 3, 2003). 680 in Italia, da 650 a 800 in Germania, da 485 a 656 in Finlandia, 756 in Austria, 684 in Norvegia, 728 in Belgio. Salario di base in rapporto al PIL pro capite (al massimo della carriera): Italia 138, Germania 190, Finlandia 142, Austria 186, Francia 185, Olanda 156 Assenteismo nella scuola 11% (Ragioneria dello Stato) Una sola domanda: a chi fa comodo screditare in questo modo la scuola? 

Qualcuno mi aiuta?

Un pensiero su “Questione di bilancio

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